Dal Castello alla Chiesa Madre

Antichi simboli del potere
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Chiesa di Santa Maria dell’Alto

A fianco del Castello si erge solenne Santa Maria dell’Alto, chiesa Matrice. Il suo esterno è caratterizzato da una lineare e sobria architettura, con tetti a doppio spiovente e facciata di gusto neoclassico, realizzata agli inizi del Novecento. Questo è considerato l’edificio cristiano più antico di Paternò, secondo alcuni studiosi sorto su precedenti luoghi di culto. Di fondazione normanna, la chiesa subì diverse ristrutturazioni che ne alterarono le antiche linee. Nel 1342 (come attesta una lapide posta nella sacrestia) venne riedificata e un’altra trasformazione fu effettuata nei secoli successivi, quando venne cambiato perfino l’orientamento dell’ingresso, che da occidente fu aperto verso oriente, eliminando le antiche absidi di cui sembrano restare i profili nella parte iniziale della Scalinata settecentesca. L’interno del tempio, ampio e solenne, è anch’esso abbastanza spoglio, sia per le manomissioni subite nel passato che per l’incuria durante il Novecento, anche se dagli anni Novanta dello stesso secolo il clero paternese ne ha riavviato il restauro e la cura.

La chiesa è a pianta basilicale, con tre navate e una doppia fila di pilastri basaltici raccordati da archi a tutto sesto. La grande volta a botte copre la navata centrale e il pavimento in maiolica è stato sostituito negli anni Ottanta del secolo scorso, con uno di disegno analogo a quello asportato. L’elegante dicromia del grigio della pietra lavica e del bianco dell’intonaco mettono in risalto le poche, ma interessanti, opere d’arte qui conservate. Sulle pareti sono poste grandi tele di epoche diverse: la Madonna del Riparo, San Pietro in cattedra, San Nanieno e l’Angelo custode, opere datate dal XVI al XVIII secolo; non mancano lavori di recente realizzazione. Sull’alto presbiterio si può ammirare ciò che resta dei barocchi stalli lignei del coro del Capitolo della Collegiata, mentre l’antico quadro raffigurante la Madonna nera di Santa Maria dell’Alto (in passato collocato sopra l’altare maggiore) è custodito nella chiesa dell’Annunziata in piazza Indipendenza. In fondo alla navata sinistra spicca un pregevole altare a marmi mischi (cinque-seicentesco), mentre in fondo alla navata destra si conservano una grande Pala d’altare reliquiario e un realistico Crocifisso d’epoca barocca. Al fonte battesimale è legata un’antica leggenda popolare: poggiandovi l’orecchio, si udrebbero i rantoli del sottostante vulcano.