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Festa di Santa Barbara

Solennità e devozione: i festeggiamenti in onore di Santa Barbara costituiscono uno dei momenti in assoluto più coinvolgenti della vita religiosa e sociale della città. Migliaia di fedeli già settimane prima del fatidico 4 dicembre (giorno in cui si la Chiesa cattolica celebra il martirio della Santa) partecipano all’organizzazione della festa. Fede e folklore si mescolano in una miscela magica che imprime l’identità dei paternesi. E’ soprattutto nei giorni del 3, 4 e 5 dicembre che l’atmosfera si fa speciale. Per le strade si incontrano le cosiddette varette (o cerei): sono nove in tutto e si ergono storicamente nella rappresentazione dei ceti produttivi della città. Il cereo degli operai, dei contadini, dei commercianti, dei panettieri, dei dipendenti comunali, dei pescatori, degli ortolani, dei camionisti, dei massai: le nove varette che si fanno strada tra le vie della città con il loro andare “ondeggiante” (riferimento diretto alla cultura spagnola) sono meraviglie dell’arte a tutti gli effetti realizzate in legno nel corso del XVIII secolo. La devozione dei paternesi nei confronti di Santa Barbara risale al 1576 quando la peste assalì la città portando morte e distruzione. Nell’antico quartiere dell’Idria, gli abitanti invocarono l’aiuto della Santa che ascoltò le loro preghiere e liberò la città dalla peste. Spiritualità e partecipazione: il fercolo di Santa Barbara che si immerge tra le vie di Paternò e che è preceduto dalle varette è sempre accompagnato da folle immense di fedeli. Nel volto di Barbara e negli ori preziosi dei quali la Santa è adornata, è custodita la speranza e l’orgoglio di una intera comunità. Oltre che in dicembre, Santa Barbara è festeggiata pure il 27 maggio. Secondo tradizione, infatti, il 27 maggio del 1780 la Santa Patrona salvò Paternò da una eruzione che si fermò a Ragalna. Altra data di devozione è quella del 27 luglio: in quella data (era il 1673) le reliquie di Barbara sarebbero state portate da Messina a Paternò.