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I Grandi Viaggiatori

 

Possiamo considerare facenti parte della tradizione letteraria, che riguarda la Città di Paternò, tutte le notizie e informazioni lasciateci da Ignazio Paternò Castello Principe di Biscari e dai viaggiatori stranieri del Gran Tour (nel Settecento e nell’Ottocento) che nelle loro opere, nei loro diari e carteggi hanno descritto costruzioni e resti di edifici, attinenti all’età preistorica e classica, ormai non più esistenti.

Ignazio Paternò Castello

Ignazio Paternò Castello principe di Biscari, nelle sue visite nel territorio di Paternò, segnala, quasi ai piedi della Collina, vicino all’antico ospedale, alcuni pavimenti in mosaico ancora in buono stato. Indica, inoltre, nel podere di Don Antonio Alessi presso la Barca in contrada Bellacortina resti di edifici termali di cui si individuano diverse condotte idriche mentre in contrada dei Romiti, in un luogo chiamato Priolo, segnala la presenza di un imponente muro e nel podere Le Perne una grande nicchia, residuo di un vecchio edificio. Parla infine di cisterne e grotte nella zona di Castellazzo.

Patrick Brydone

Patrick Brydone testimonia nei suoi ricordi di aver intravisto le rovine di Hybla lungo il corso del fiume Simeto.

Dominique Vivant Denon

Dominique Vivant Denon, a cui si deve la costituzione al Louvre del primo nucleo dei “primitivi italiani” come Direttore generale di tutti i musei della Francia, giunse in Sicilia nel giugno del 1778. Nel corso del suo viaggio raccolse varie testimonianze che pubblicò, in seguito, nel suo Viaggio in Sicilia, dove ha lasciato un splendida descrizione a proposito dei resti archeologici e del Castello Normanno di Paternò: « A sinistra del nostro percorso troviamo un acquedotto che, si dice, trasportasse le acque da Paternò a Catania… Quattro miglia più lontano si trova Paternò, l’antica Hybla major, distrutta dai Saraceni che vi costruirono un castello sul luogo di un antico cratere. I Normanni, a loro volta, edificarono sulle fondamenta del castello crollato e si vedono uscire i due corpi di fabbrica».

Johann Wolfgang von Goethe

Johann Wolfgang von Goethe fece due viaggi in Italia nel 1786 e nel 1790. Nel suo secondo viaggio trascorse sei settimane in Sicilia viaggiando a contatto con la Natura e la gente semplice dei luoghi che visitava. Attraversò il territorio di Paternò, mentre si recava da Agrigento a Catania, chiamando la cittadina col nome di Hybla: «Avvicinandosi a Hybla Major trovammo frammenti di lava, che l’acqua trascina giù da Nord…»

Jean Pierre Louis Laurent Houël

Jean Pierre Louis Laurent Houël riconosce nelle rovine individuate a Bellacortina le tracce di terme romane soprattutto per la presenza di suspensurae e in contrada Prefalaci fa la segnalazione di una costruzione megalitica rotonda attribuita a un sostrato sicano. Antichi acquedotti e resti di un ponte sul fiume Simeto sono segnalati infine da Friedrich Münter.

Carlo Levi

Carlo Levi nel suo libro Le Parole sono pietre del 1955 (in cui si occupa della Questione meridionale esprimendo il dolore dei contadini ma parlando anche delle loro speranze di cambiamento che solo la buona politica avrebbe potuto attuare) descrive la cittadina di Paternò, durante una sua visita in occasione della festa di S. Barbara: «Tra i più splendi aranceti giungemmo a Paternò. Di là del Simeto appare la montagna di Centuripe, la nuda Sicilia interna. La città ha un’aria festosa, piena di ghirlande e lampade, si preparano i giorni prossimi, le feste di S. Barbara. Traversiamo la via Fallica, i compagni mi assicurano che non è un nome di persona».

Re Vittorio Emanuele II,

Re Vittorio Emanuele II, nella sua visita a Paternò, dopo aver attraversato la città, salutato calorosamente dal popolo, accorso spontaneamente in piazza S. Antonio e S. Caterina, passa in rassegna le truppe dell’Esercito Italiano nella zona delle Salinelle nel giugno del 1940.

Re Umberto II di Savoia

Re Umberto II di Savoia, principe ereditario, accolto a Paternò nel 1921 in piazza Indipendenza, passa in rassegna le truppe dell’Esercito Italiano nella zona della Stazione della Circumetnea.

 

A cura di Mimmo Chisari e Pippo Virgillito