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Museo Civico “G. Savasta”

Sezione Etno-Antropologica

Piazza Martiri d’Ungheria, 1 – ex Carcere Borbonico – Paternò

Il Museo della civiltà contadina di Paternò, che, ha avuto una sua sede stabile e idonea nei locali dell’ex Macello Comunale, dopo l’accurato lavoro di catalogazione dei vari manufatti (oltre 1.500) da parte della Soprintendenza ai BB. CC. e AA. di Catania (Sezione antropologica), si avvia verso la strada di un valido riconoscimento scientifico per poter entrare a pieno titolo fra tutte le altre realtà museali della Sicilia. Concepito e organizzato per un fine didattico, con oggetti e arredi che riproducono ambienti agricoli e botteghe artigianali dell’antica civiltà contadina, il Museo può diventare una tappa significativa di un percorso storico-culturale più vasto che comprenda le masserie e le fornaci, i palmenti e i frantoi, le fontane e gli abbeveratoi, le Salinelle, le vasche dove avveniva la lavorazione dei lupini e i vecchi mulini ad acqua a ruota orizzontale, alimentati dalle abbondanti acque sorgive che oggi, in assenza di una dovuta canalizzazione, si perdono limacciose tra pendii scoscesi e remoti anfratti. Si possono in questo modo riscoprire i vecchi quartieri e i monumenti della città bassa, le viuzze strette e ripide che conducono alla Collina storica, la zona dei dicchi lavici, la trazzera dei pescatori che, pietrosa e verdeggiante, s‘inoltra in discesa per la contrada di Ciappe Bianche fino al fiume Simeto, dove, al di là dei verdi canneti, venivano pescate le tinche e le alose. L’antropologo Marino Niola, in un suo saggio, ha affermato: «Tutto ciò che esiste è nel linguaggio e ciò che non è più nominato smette di vivere».

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