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Un sorprendente tessuto urbano
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Scalinata della Matrice

Lasciato il museo archeologico, seguendo l’angusta via Falconieri si scorge a destra il medievale Arco dei Falconieri, una delle porte della città antica. Attraversato l’Arco, sorprende la presenza di un’altra interessante struttura medievale, la trecentesca Torre dei Falconieri o dell’Itria, deliziosamente bicromatica e merlata alla ghibellina, forse utilizzata per l’addestramento dei falchi da caccia, e nel Cinquecento riadattata a campanile dell’annessa chiesa della Madonna dell’Itria. Questo piccolo edificio sacro, fino al 1576 (anno della peste a Paternò) era dedicato a S. Barbara; al suo interno si conservano interessanti dipinti d’altare, e su tutti spicca la Madonna della Mercede del 1695. Da piazza Diaz (piano Spina) si inizia la salita alla Collina storica attraverso via Chiarenza: stretta, ripida e dritta scalinata in pietra lavica, quasi una taglio netto tra i vetusti edifici, essa costituisce un’opera urbanistica suggestiva quanto funzionale. Lungo la gradinata si può ammirare il cinquecentesco Portale Las Casas, bell’esempio di arte plateresca e prestigioso residuo di palazzo nobiliare. Conclusa la salita, lo sguardo si perde dinanzi alla monumentale veduta prospettica della Scalinata della Matrice (1780) che, con la fuga della sua doppia quinta di archi ciechi, si conclude nella grandiosa facciata neoclassicheggiante di Santa Maria dell’Alto.